Adoro prendere l’aereo che mi porta in luoghi lontani . . . 

Mi ritrovo adagiato nel mio sedile a lato del finestrino, durante uno dei tanti voli che, ormai sempre più frequentemente, mi permettono di raggiungere la destinazione prescelta per un periodo di vacanze. L'aeromobile ha da poco raggiunto la sua velocità stabile di crociera e, come spesso mi capita in queste circostanze, mi lascio sopraffare da quella sensazione piacevole di rilassamento che segue ai preparativi dell’imbarco e della organizzazione del viaggio. Rivolgo lo sguardo fuori del cerchio dell'oblò, senza ricercare nulla di particolare, immerso nei miei pensieri, verso il mare di nuvole che spazia su tutto l'orizzonte. L'ala possente del boeing è una sagoma di acciaio luccicante, una rappresentazione materiale di perfezione tecnologica che sfila sicura nell’azzurro del cielo. Rimango così per un certo tempo, scrutando senza senso un orizzonte che non cambia, mentre i miei pensieri cominciano ad affollarsi di attese, di aspettative per i luoghi che andrò a visitare, ma anche di ricordi di viaggi passati. Mille immagini si susseguono nella mie mente, senza un ordine preciso, simili a tanti piccoli flash che mi riportano a sensazioni già vissute, a volti, a luoghi ed esperienze passate, allontanandomi gradualmente dal presente, dalla quotidianità, dai mille pensieri della vita lavorativa di tutti i giorni, un presente che ho appena lasciato quando ho varcato il gate d'imbarco, diretto verso la nuova meta. Guardo di tanto in tanto il display luminoso che c’è nello schienale del sedile davanti a me, con la raffigurazione dell'emisfero colorato ed una freccina che aggiorna, monotonamente, la rotta percorsa; una rotta che è diretta verso il sud, verso luoghi caldi ed incontaminati, verso isole tropicali ancora vergini, verso le immense praterie del continente africano, o verso i tanti altri luoghi dal misterioso fascino esotico.

 
 
 

Mi sento all’improvviso attrarre da piacevoli sensazioni, mentre mi abbandono ai ricordi, alle immagini di luoghi che sembrano riaffiorare intense dalla mia memoria, come se fossero state per troppo tempo sopite dagli affanni e dalla routine di tutti i giorni. Avverto come una piacevole vitalità,  che so in fondo essere stata sempre dentro di me: quella che racchiude i miei sogni, i miei desideri, il mio ideale di vivere in un rapporto più vero con la natura ed il mondo che ci circonda, la stessa vitalità che mi preserva dall’essere ‘inghiottito’ dalla civiltà del progresso, che ci costringe in ambiti sempre più ristretti, nel grigiore di città invase dal cemento, tra gli ingorghi del traffico caotico delle nostre strade e lo stress del tempo inesorabile che passa veloce e che ci richiede il suo irrinunciabile tributo! Quante volte restiamo inermi, travolti dal tran tran delle cose da fare, dalla fretta che è ormai parte di noi stessi perché … “alle 8 in punto devi essere in ufficio ed arrivi sempre in ritardo!... poi devi ancora correre per andare a prendere i figli a scuola e, magari, devi ancora fare la spesa per preparare il pranzo, quello che si consuma in meno di 6/7 minuti, già pensando a quello che ti aspetta dopo, agli impegni, alle ragioni degli altri”. Finiamo così con i rimanere vittime inermi di un modo di vivere che ci travolge, simili a delle foglie che si staccano da un ramo e si posano sulle acque di un fiume, per venire poi sopraffatte e inghiottite dalla corrente. Pensiamo di cambiare questo stato di cose, ci ribelliamo, ma il più delle volte restiamo a guardare, aspettando che le cose succedano da sole! Ed allora rimaniamo altrettanto vulnerabili al richiamo di immagini ammalianti, di calde e sperdute isolette incastonate nel blu dell'oceano, con le spiagge borotalco circondate da palme sinuose e verdissime, in un gioco di colori capaci di imprimersi nella nostra retina con la stessa intensità con cui una pellicola incide le immagini che passano attraverso un obiettivo fotografico. Sono le Immagini di straordinari orizzonti africani, di savane immense, di branchi di animali che solcano le piste; immagini di deserti e di oasi rigogliose, di vecchi templi testimonianza di millenarie civiltà, di tramonti dai colori indescrivibili. Immagini di luoghi lontani, dove la vita si basa ancora su semplici regole di sopravvivenza, scandita dai ritmi stessi imposti dalla natura, dall'alternarsi del livello delle maree o delle fasi lunari, dal susseguirsi di albe e di tramonti. 

 
 
 

Accovacciato nel mio sedile, mi lascio sopraffare dalla stanchezza, mi abbandono ad uno stato di insolito dormiveglia, dove i sogni e le immagini si susseguono, si accalcano, fanno a gara per sopraffare la “realtà”; immagini che riaffiorano come dalle pagine di un vecchio libro riaperto. Mi pare talora di avvertire i profumi e le essenze di un posto un tempo visitato, ne rievoco improvvisamente i particolari ed i dettagli che sembravano sepolti nella memoria; immagini di cose apparen- temente prive di importanza, di persone, di volti, di luoghi che, invero, sono pur rimasti indelebili miei ricordi. 'Rivedo' i colori intensi di paradisi tropicali, di lagune dalle incredibili policromie, di reef corallini affollati da mille protagonisti che rivaleggiano per la straordinaria bellezza delle loro forme e delle loro livree... immagini che si susseguono con forza, durante il viaggio che mi porterà verso la meta!

 
 

 

 

 

 

Zanzibar, l'isola delle spezie

Maldives - fondali tropicali

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  • spezie e frutta al mercato di Zanzibar

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