Viaggio in Cina  2012

Un paese che cresce a ritmi impressionanti, percorso dalla bramosia dello sviluppo e del benessere. Sullo sfondo della ‘modernizzazione’, i resti di una cultura millenaria che sopravvive oggi  nelle grandi opere monumentali dell’antica civiltà imperiale
 

Opera colossale ed imponente, la Grande Muraglia doveva costituire una barriera di protezione contro le invasioni lungo tutto il confine settentrionale della Cina.La sua costruzione, iniziata durante i primi regni dei primi secoli a.C. e completata nel XVII secolo, è durata quasi due millenni, raggiungendo una lunghezza massima, dalla costa orientale del paese sino al confine occidentale, di oltre 6500 chilometri! Inserita nella lista del Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco ed annoverata tra le nuove 7 meraviglie del mondo moderno, è il monumento più rappresentativo del paese. Nella foto, il tratto della Grande Muraglia presso Badaling, a circa 60 km a nord di Pechino. Essa appare come un serpentone interminabile, che si inerpica audacemente tra i picchi delle montagne per poi ridiscendere, senza discontinuità, tra le vallate ed i terreni stepposi e desertci che costellano l'intero suo percorso

L'esercito di terracotta di Xi' An

Il Tempio del Cielo (Pechino)

Beijing ... la Grande Muraglia, piazza Tian'anmen, la Città Proibita

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La Cina di oggi è un paese radicalmente trasformato, che ha abbandonato il comunismo di Mao, le privazioni e le ristrettezze dei periodi in cui viveva nel suo isolamento autarchico, e viaggia con un tasso di crescita e di sviluppo vertiginosi. Per quanto non tutta la popolazione partecipi alla nuova prosperità,  e solo una cerchia privilegiata  si vvantaggi  dell’accresciuto benessere, con accentuati divari sociali e con una realtà rurale ancora indietro e che registra un continuo esodo verso i grandi centri urbani ed industriali,  la crescente ricchezza prodotta si è tradotta comunque in opere infrastrutturali da record: autostrade e ferrovie che intersecano tutto il paese, aeroporti, dighe, centrali, grandi reti metropolitane e, soprattutto, città che mutano continuamente d’aspetto,  con un paesaggio urbano sempre più simile a quello delle grandi metropoli americane e di occidente.

Dopo gli anni bui della indiscussa leadership di Mao Zedung ed il fallimento disastroso della rivoluzione culturale e della politica del 'Grande Balzo', che aveva portato il paese al collasso economico e ad una situazione di povertà e di malessere sociale insostenibili, i cinesi hanno preso al volo il treno del grande cambiamento, con le opportunità che venivano loro offerte dallo sviluppo della libera iniziativa privata, del commercio, dell'apertura al mondo esterno in generale, determinando quella che oggi può essere definita come la vera grande rivoluzione economica del paese, sia pure sempre in un ambito politico socialista e pur se controllata – quanto meno sul piano delle libertà politico-ideologiche - dalla classe dirigente al potere monopartitica. Se questo è l'indiscusso scenario della Cina odierna,  esso va però correlato ad un contesto sociale fatto appunto di diseguaglianze sempre più marcate, di distruzioni ambientali, di contrasti  talvolta forti e stridenti. Tale  contesto costituisce il banco di prova  decisivo con cui la classe politica al potere dovrà raffrontarsi e misurarsi negli anni a venire, per  potere  dare  continuità e sostenibilità al grande processo di sviluppo economico e di trasformazione in corso.                            

  • Il vecchio ed il nuovo

    Particolare del Palazzo della Armonia Suprema, all'interno della 'Città Proibita', l'antica residenza delle dinastie imperiali

  • Edifici dalla caratteristica architettura e con gli elementi decorativi tradizionali, nel complesso monumentale del 'Tempio d' Estate' (Pechino)

  • Il miracolo economico, la progressiva liberalizzazione economica e dei costumi, hanno dato risultati sorprendenti, sia per le trasformazioni radicali intervenute nel tessuto sociale e
    nella vita della gente, che per l'aspetto fisico dei grandi centri urbani, il cui skyline assomiglia sempre più a quello delle grandi metropoli americane.

La Cina è immensa; per visitarla compiutamente non basterebbero mesi. Il nostro budget temporale è però alquanto limitato e scegliamo perciò, in questa prima occasione, il 'classico trinagolo' formato dalle città di Pechino, di Xi' An, con il suo straordinario esercito di terracotta, e della sfavillante Shanghai.
Atterriamo all’aeroporto di Beijing nella tarda mattinata, dopo aver fatto nella notte uno scalo a Dubai ed esserci imbarcati nel nuovo Airbus 380, il quadrireattore a doppio ponte capace di trasportare 853 persone. La grandiosità del nuovo aeroporto (inaugurato prima dell’inizio dei Giochi Olimpici del 2008, che hanno dato ulteriore impulso alla realizzazione di tante nuove opere e di  interi quartieri nella capitale cinese),  con i suoi alti colonnati in rosso ceralacca richiamanti lo stile architettonico degli antichi templi  dell’epoca  imperiale,  lascia già presagire  la radicale trasformazione subìta in questi ultimi decenni dalla megalopoli asiatica. Percorriamo ampi viali a sei-otto corsie, con il naso puntato all’insù, ad ammirare lo straordinario  sviluppo in verticale del paesaggio urbano, con un traffico di auto di ogni cilindrata che hanno ormai preso il sopravvento sulle tradizionali biciclette cinesi. Pensare alla Cina di oggi avendo a riferimento quelli che erano gli schemi classici della realtà sociale del paese nella seconda metà del secolo scorso, con una massa indistinta di lavoratori, dall’abbigliamento uniforme (la tradizionale casacca maoista) che si recano in bicicletta al lavoro, è quanto più di fuorviante.

un parcheggio di biciclette in un quartiere centrale di Pechino: scene come queste sono sempre più insolite in un paesaggio urbano che ha subito profonde trasformazioni

In questi ultimi decenni si è assistiti ad un vero e proprio smantellamento dei costumi, delle abitudini e delle regole di vita tradizionali; è in gioco una corsa all’arricchimento individuale, alla competizione per conquistare un posto elevato e di benessere sociale, a cui i cinesi non sembrano in grado di resistere, dopo i secoli di stenti e di privazioni. Il dato saliente che appare subito evidente è che i cinesi hanno ormai adottato, in tutte le sue sfaccettature, lo stile di vita occidentale: dalla cultura alla moda, dai consumi alle auto , dal tempo libero alle varie forme di intrattenimento. I cinesi di oggi vanno pazzi per gli stilisti italiani e francesi; i grandi centri commerciali fioccano uno dopo l’altro, ospitando tutte le più importanti griffe della moda europea; grandi ville con giardino sorgono nelle zone residenziali delle città ed i miti hollywoodiani ed i grandi artisti della musica contemporanea sono seguitissimi in un mercato dalle enormi potenzialità.
Sono tutti aspetti che apparivano impensabili sino a qualche decennio addietro. Non c’è da stupirsi se oggi vediamo i giovani cinesi dell’alta borghesia economica o appartenenti all’apparato burocratico e amministrativo statale, per nulla diversi dai loro coetanei rampanti di New York o di qualsiasi altra metropoli occidentale. Li ritroviamo nei ristoranti di lusso, nei lounge bar dei piani attici dei grattacieli, ascoltando musica, sorseggiando sofisticati drinks o intenti a smanettare sull’ultima versione di ipad.
Il miracolo economico (il paese ha viaggiato in questi ultimi decenni con un tasso di crescita del PIL costantemente a due cifre), la liberalizzazione economica e dei costumi, hanno dato risultati sorprendenti, sia per le trasformazioni radicali intervenute nel tessuto sociale e nella vita della gente, che nello stesso aspetto fisico dei grandi centri urbani, il cui skyline assomiglia sempre più (e spesso supera) quello delle grandi metropoli americane.

                                                                     XI' AN e l' Esercito di Terracotta

Capitale della provincia dello Shaanxi, nella parte nord occidentale della Cina, la città di Xi’an è divenuta famosa in tutto il mondo nel 1974, allorchè venne scoperto, in circostanze del tutto casuali da un contadino del luogo, il grande complesso sepolcrale dell’imperatore Qinshi Huangdi con il suo straordinario Esercito di Terracotta. Si tratta di ben 7000 statue di guerrieri, tutte di altezza compresa tra 1,75 e 1,97 metri, ognuna delle quali è diversa da tutte le altre per i tratti somatici ed i particolari del volto, oltre a cavalli e carri, che riproducevano la sua guardia personale. Il grande sovrano, considerato il primo grande unificatore della Cina (anno 221 a.C.), dispose che questo vero e proprio esercito in terracotta venisse sepolto con lui a guardia della sua tomba, rimasta nascosta per i millenni successivi.

Xi’an, oggi grosso centro industriale con circa di 10 milioni di abitanti, è anche uno dei centri più antichi della Cina,  con resti che risalgono al periodo neolitico; la città prosperò notevolmente per tutto il primo millennio, essendo il punto di partenza della celebre Via della Seta, attraverso la quale si sviluppò un florido commercio che collegava la Cina, passando per l’India e l’Asia centrale, ai paesi del bacino del Mediterraneo.

Foto sotto: il rito del tè (a beneficio di attenti turisti). I cinesi sembrtano aver perso questa antica tradizione, così come tante altre che in passato erano profondamente radicate nella tradizione della gente. C'è una sorta di 'smantellamento' dei costumi e delle tradizioni del passato, a favore di uno stile di vita occidentale. Pensare alla Cina di oggi avendo a riferimento gli schemi classici della realtà sociale della Cina della seconda metà del secolo scorso, con una massa indistinta di lavoratori, dall’abbigliamento uniforme, che si recano in bicicletta al lavoro, è quanto di più di fuorviante.  In questi ultimi decenni si è assistiti ad un vero e proprio smantellamento dei costumi, delle abitudini  e delle regole di vita tradizionali; è in gioco una corsa all’arricchimento individuale, alla competizione  per conquistare un posto elevato  e di benessere sociale, a cui i cinesi   non sembrano in grado di resistere, dopo i secoli di stenti e di privazioni

  • il cerimoniale del tè...la tradizione continua

XI' AN - guarda il video

                                                                                           SHANGHAI

La megalopoli cinese (oltre 19 milioni di abitanti), ricca e sfavillante, con i suoi avveniristici grattacieli, è l’icona dello sviluppo economico del paese.
Principale centro commerciale e finanziario, con un porto tra i più importanti del continente asiatico e del mondo, Shanghai vanta una vocazione cosmopolita che risale al XIX secolo, allorchè la città divenne oggetto di concessioni commerciali alle potenze straniere, dagli inglesi ai francesi ed ai tedeschi, dagli americani ai giapponesi, che la divisero in più settori, ognuno amministrato secondo le leggi, le regole e le abitudini del paese che gestiva la concessione, sino alla loro definitiva restituzione alla Cina dopo la fine della seconda guerra mondiale. Shanghai è diventata negli ultimi decenni una città dallo sviluppo irrefrenabile; lontano anni luce i grigiori del periodo maoista, vive oggi all’insegna della corsa alla ricchezza, del dinamismo, del consumismo, del libero mercato. Nonostante questo, Shanghai conserva un suo fascino particolare, legato principalmente alla circostanza che qui la coesistenza del vecchio e del nuovo ha raggiunto una sua armonia, senza quei contrasti parecchio evidenti in altre città della Cina.

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Prelibatezze della gastronomia cinese

  • i celebri e gustosissimi ravioli cinesi cucinati all'aperto (Shanghai, città vecchia)

  • Pesce, granchi e pollo sono gustosissimi e conditi con spezie di vario tipo

  • la preparazione dell'anatra laccata, specialità della cucina regionale pechinese

Immagini e testo by Santi Pane (Tour Cina 2012)